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Ci si può fidare della classifica della Fondazione Agnelli?

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Classifica delle mie brame, qual è la scuola migliore del reame?

Molti confondono la valutazione con la compilazione di classifiche, incluso il coordinatore della VQR, Sergio Benedetto: “Il risultato finale sarà una classificazione delle università fatta all’interno di ogni area scientifica.” (Repubblica 4/2/2012). In realtà, le agenzie di valutazione serie si limitano alla stima di quality profiles rifiutandosi categoricamente di stilare classifiche: “We have not produced any ranked lists of single scores for institutions or UoAs [Units of Assessment], and nor do we intend to.” (FAQ UK RAE 2008). Infatti, lungi dall’essere oggettive, le classifiche nascondono assunzioni di valore talmente arbitrarie da renderle incompatibili con il ruolo super partes di un’agenzia di valutazione. Tra l’altro, molte classifiche, una volta sottoposte a verifica, si rivelano basate su metodi e criteri largamente empirici se non addirittura errati.

ROARS ha già citato il clamoroso infortunio di Times Higher Education che nell’edizione 2010 della sua classifica internazionale degli atenei aveva collocato l’università di Alessandria di Egitto davanti a Stanford e Harvard in quanto a “research influence”. Come denunciato dal New York Times, la metodologia era talmente debole che era bastato un singolo professore egiziano molto citato nella rivista da lui stesso diretta per produrre un risultato paradossale.

Messo di fronte ad una classifica, lo spirito critico dell’osservatore resta paralizzato dall’apparente indiscutibilità dei numeri. Tutti si prostrano davanti alle classifiche e si affannano a commentarle. Pochi ne controllano l’affidabilità. Nell’articolo che segnaliamo si discute l’affidabilità della classifica delle scuole superiori elaborata dalla Fondazione Giovanni Agnelli (FGA). Per alcuni anni, la classifica ha riguardato le scuole piemontesi e adesso sta diffondendosi ad altre regioni ottenendo larga eco nella stampa. Abbiamo appena pubblicato un contributo di Giorgio Tassinari (“Del furore di fare graduatorie“) che sottolinea la scarsa trasparenza metodologica della classifica della FGA e solleva dubbi sulla possibilità di distinguere l’effetto scuola dall’effetto studente e dall’effetto classe. Pietro De Nicolao è andato ancora più nel dettaglio: ha esaminato le classifiche FGA delle scuole pubblicate in due anni consecutivi e ha fatto una scoperta interessante

Per saperne di più:

Scuole superiori: ci si può fidare della classifica della Fondazione Agnelli?
di Pietro De Nicolao

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